Concorso di poesia #Spazionionpoetry

Ecco la locandina ufficiale di Spazionionpoetry, il concorso di poesia per parlare di frontiere, barriere, muri: quelli della nostra identità e quelli sempre più letali che si stanno innalzando oggi in Europa.

Il concorso è stato lanciato insieme a Associazione Culturale PUPPENFESTEN, RAZZISMO BRUTTA STORIA e Gruppo Spontaneo Libertà in collaborazione con il Comune di Monza.

Seguite tutti gli aggiornamenti sulla nostra pagina Facebook https://www.facebook.com/spazieazioni/?fref=ts

e sul nostro evento https://www.facebook.com/events/718649911605097/


Concorso di poesia #Spazionionpoetry

[email protected] in collaborazione con Gruppo Spontaneo Libertà, Razzismo Brutta Storia e Puppenfesten indice un concorso di poesia: Spazionionpoetry!

 

Per partecipare leggi il regolamento qui di seguito.

  1.   Il concorso è aperto a tutti
  2.   Il tema del concorso è : “TUTTI GLI OLTRE CHE ABBIAMO ATTRAVERSATO - Il canto delle frontiere, Il canto degli altri
  3.   Ogni autore potrà presentare fino a un massimo di 3 componimenti in lingua italiana
  4.   Le opere devono essere originali o mai segnalate in altri concorsi
  5.   Le poesie no dovranno mai superare i 30 versi
  6.   Le opere inviate non saranno restituite
  7.   I componimenti dovranno essere impaginati in un foglio A4, con carattere Arial, 12 pt e interlinea 1
  8.   I premi assegnati dalla giuria saranno tre(3) + Premio particolare della giuria under 25. A tutti i partecipanti    verrà consegnato un attestato di partecipazione
  9.   La premiazione si terrà presso il Centro Civico Liberthub di viale Libertà sabato 27 febbraio 2016 a partire  dalle 15.30
  10.   Il giudizio della giuria è insindacabile
  11.   Le opere giunte dopo il termine del 16/02/2020 non verrano prese in considerazione
  12.   I componimenti dovranno essere consegnati precisando nell’intestazione NOME-COGNOME-ETA’-EMAIL
  13.   La consegna dovrà essere effettuata tramite e-mail all’indirizzo [email protected]spazieazionimonza.it oppure    presso la segreteria del Centro Civico di Viale Libertà, 144
  14.   Inviando la poesia si accetta questo regolamento e tutti i suoi punti
  15.   E’ gradita la presenza dei partecipanti alla manifestazione
  16.   E’ gradita da parte dei partecipanti la pubblicazione della propria poesia su Facebook con hashtag #Spazionionpoetry

 

Speriamo di ricevere presto le vostre poesie!

Lo Staff di [email protected]


Potere alle Parole per [email protected] - Una canzone per la Giornata Internazionale dei Migranti

Potere alle Parole Lab, in collaborazione con l’associazione Razzismo Brutta Storia e Associazione Culturale PUPPENFESTEN, torna a Monza per il progetto [email protected]! Abbiamo incontrato i ragazzi e le ragazze dell’ ITCG ACHILLE MAPELLI MONZA che, insieme al docente d’eccezione Kiave, hanno scritto, cantato e registrato una canzone rap che parla di migrazione e diversità.

Ecco il loro lavoro. Buona visione!

IL TESTO

Scrivo questa canzone pensando all’immigrazione:

mio padre è salito in treno dal meridione

con la speranza e una valigia di cartone;

ha lasciato gli ulivi per un futuro in ‘sta nazione.

Con che coraggio poi lo chiami anche terrone?

Rido su Salvini e su tutti quei cretini

che pensano all’importanza dei confini,

dimenticando che del mondo siamo tutti cittadini.

 

Mondo pieno di colori e di persone:

giudichi solo perché scappano dalla guerra in barcone.

Se senti la parola ISIS non devi pensare a musulmano

che magari non ha mai letto un cazzo del Corano.

Bianco o nero sei comunque mio fratello,

razzista, chi ti credi, ti credi il sette bello?

Se sei con me alza le mani che sento la mancanza

di un mondo di umani pieno di fratellanza.

 

Voi che arrivate su barconi affollati

siete sempre dalla gente giudicati.

Partite alla ricerca di una vita migliore

ma non trovate gioia e neanche amore.

Scappate dalla guerra e dalla povertà

per cercare la libertà.

Ma serve reciproco rispetto e condivisione

per poter accettare ogni integrazione.

 

 RIT: Parità, diversità: ciò che dà identità e libertà!

Immigrati: è un fenomeno di massa,

la dignità che viene concessa a ste persone è molto bassa.

Di gente brava tra di loro esiste

ma la discriminazione è un fenomeno che persiste.

Viene visto male chi ha un altro colore di pelle

come se in Italia non potesse fare cose belle.

Anche da Sud  a Nord emigra tanta brava gente:

puoi essere il più onesto al mondo, ma se sei di giù sei un delinquente.

 

Pensa a come può essere

andare via dal proprio paese in guerra

per acquistar malessere.

Ricordati: siamo nati tutti quanti uguali

Col bisogno comune di avere ideali.

L’immigrazione non farà mai parte dei mali,

è l’occasione di spostarsi, non di morire nei freddi mari.

Viaggiare è un bisogno comune per noi comuni mortali

perché viaggiare non è un obbligo come in certi casi.

 

In questa grande umanità

ci sono molte, troppe diversità

Chi è bianco, chi è nero, non ne fa un problema vero.

C’è chi parla italiano, inglese, francese..

Lingue di ogni diverso paese.

Chi è cinese, chi italiano, chi africano

Ma le diversità danno all’uomo qualità.

 

RIT: Parità, diversità: ciò che dà identità e libertà!

 

Da guerre e distruzioni immotivate

per lavoro e guadagni sono sbarcati.

A volte clandestini non autorizzati

su piccole barche, non sono attrezzati.

Sono in Italia e in altri paesi

e adesso non devono essere offesi.

Se viaggi per profitto vieni incoraggiato

mentre se viaggi per sopravvivenza vieni condannato.

C’è un uomo che sta lavorando in modo diffidente,

aspetta ed osserva senza dare sentenze,

cerca di capire al di là delle apparenze.

Mi dà un indizio: sta a me decidere se è un pregiudizio.

 

Voi che discriminate siete un branco di spostati,

non capite il dolore nel non essere accettati.

Anche loro che per salvarsi in mare si son buttati

hanno dei sentimenti se via non gliel’han già portati.

Spaventati, maltrattati, rifiutati ed evitati,

hanno fatto un lungo viaggio senza ottenere risultati.

Forse non pensate o non vi siete ricordati

che anche noi, tempo fa, siamo stati immigrati.

Testati, controllati per cacciarci se malati,

disperati, intrappolati con troppi sogni bruciati;

considerati sbagliati ma invece siam scappati

per paura di una vita da condannati.

 

RIT: Parità, diversità: ciò che dà identità e libertà!

 


Dialogo con Enzo Gianmaria Napolillo e studenti dell’ Istituto Mapelli

INCONTRO CON ENZO GIANMARIA NAPOLILLO VENERDì 10 APRILE AL CENTRO CIVICO LIBERTHUB

Secondo appuntamento del ciclo “Prenditi il tuo spazio,dai voce ai tuoi sogni” del progetto Sp@zioni presentazione del libro Le tartarughe tornano sempre(Feltrinelli, 2015) e discussione con l’autore di migrazioni, giovani ed Europa. A partire dal suo libro, ci racconta un’ Italia diversa vista con gli occhi di chi il nostro Paese l’ha solo sentito nominare come terra di occasioni.

 

Sabato 10 aprile 2015 dalle 10.30 alle 12.30 del mattino presso il Centro Civico di viale Libertà ha avuto luogo il secondo incontro del ciclo “Prenditi il tuo spazio, dai voce ai tuoi sogni” del progetto [email protected] Questa volta l’incontro è stato pensato per due classi di ragazzi frequentanti la prima classe delle scuole superiori Achille Mapelli di Monza. Con il consenso del preside Aldo Melzi e di due insegnanti di lettere della scuola i ragazzi sono stati invitati ad un incontro con l’autore. L’evento è stato strutturato in modo particolare per rendere più efficace la comunicazione e la partecipazione dei ragazzi; infatti il primo momento di presentazione del libro è stato il trampolino di lancio per un vero e proprio dialogo tra l’autore e i ragazzi  sulle tematiche affrontate dal testo: immigrazione, identità e cittadinanza attiva, poi  seguita da alcuni “giochi conoscitivi” per una riscoperta di sé stessi e del luogo dove i ragazzi vivono.

L’incontro è stato diviso in un due momenti ben distinti.

La prima parte ha visto dopo la presentazione del libro e il dialogo con l’autore Gianmaria Napolillo la visione di due cortometraggi che portavano l’esperienza dell’immigrazione: il primo raccontando le ragioni di chi è partito dal proprio paese per rifugiarsi in Italia, il secondo portando la storia di una cittadina Italiana costretta ad emigrare all’estero per motivi economici.

Questi interventi hanno stimolato un  dialogo con i ragazzi poi seguito dal secondo momento con una attività più pratica.

Ogni ragazzo ha descritto in maniera grafica sé stesso attraverso delle parole chiave, e da queste è partito per poi creare delle connessioni con i propri compagni. Da una parte questo esercizio ha confermato dei legami ovvi dall’altra hanno scoperto delle connessioni inaspettate tra loro.

L’incontro si è concluso con la presentazione da parte di Gianmaria Napolillo del percorso narrativo sul social network Pintarest che lo ha aiutato per la stesura del libro, e con la distribuzione di alcuni materiali ai ragazzi per poter fare lo stesso tipo di lavoro con le loro storie personali.

 

“ E’ una modalità di apprendimento diversa da quella scolastica” commentano a fine incontro le professoresse “ Un modo per trasmettere delle conoscenze attraverso stimoli nuovi, che permette un assimilazione più efficace da parte dei ragazzi. Ma soprattutto è un ottima occasione per renderli consapevoli rispetto a quello che accade intorno a noi. Alcuni di loro non usano altri mezzi che la televisione e i social network per informarsi, e a volte le notizie sono incomplete”. La partecipazione attiva da parte dei ragazzi e il riscontro con le insegnanti ci hanno portato a giudicare  l’evento più che riuscito.

 

IL LIBRO

Un’isola è libertà e prigione. Lo sanno bene i ragazzini che corrono nei sentieri arsi dal sole, tra i rovi e la polvere, con il mare sconfinato sullo sfondo. L’isola, mai nominata ma riconoscibile, è Lampedusa. Salvatore vive con i genitori, il padre pescatore e la mamma che cuce centrini per i turisti. Giulia vive a Milano, con il padre architetto di successo emigrato nel continente e la madre casalinga. Da sempre Giulia e Salvatore aspettano l’estate per ritrovarsi ogni anno, diversi eppure uguali. Sui sellini delle biciclette, con i pedali premuti al massimo e uno spazio da colmare di parole e promesse. Mani strette prima di una nuova partenza e tante lettere in una busta rosa per non restare soli nel freddo dell’inverno. Finché, una mattina, nell’estate in cui tutto cambierà, Giulia e Salvatore scoprono il mondo che sta dall’altra parte: il corpo di un ragazzino che rotola sul bagnasciuga come una marionetta e tanti altri corpi nell’acqua, affogati per scappare dalla fame, dalla violenza, dalla guerra. Gli sbarchi dei migranti cominciano e non smettono più. L’isola muta volto, i turisti se ne vanno, gli abitanti aiutano come possono. Quando Giulia torna a Milano, il filo che la lega a Salvatore si allenta. La vita non è più solo attesa dell’estate e amore sincero. La vita è anche uno schiaffo, un risveglio, la consapevolezza del dolore e delle differenze. Una scoperta che travolge i due ragazzi e che darà valore a tutte le loro scelte, alla distanza e alla vicinanza.

L’AUTORE

Enzo Gianmaria Napolillo è nato nel 1977. Vive a Saronno, ma sogna di stare su un’isola del Mediterraneo. Ha esordito nel 2009 con Remo contro (Pendragon), che ha avuto ottime recensioni e tre ristampe in pochissimi mesi. Questo è il suo secondo romanzo.

IL CICLO

Molti paesi europei da anni vivono una crisi economica che non accenna ad attenuarsi e il nostro Paese è uno di quelli che maggiormente soffrono questa situazione. A oggi c’è chi è riuscito a sviluppare i propri progetti all’estero e chi in Italia, chi davanti alla possibilità di abbandonare il proprio Paese ha deciso di restare e di stringere i denti:  tutte persone diversissime tra loro ma legate da un unico scopo, quello di vedere realizzati i propri sogni.  Ed è dai sogni che parte il nostro percorso: un ciclo di incontri che, mostrando tutte queste esperienze, permetta a chi è costretto a fare una scelta


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