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copertina libro

Incontro con l’autore Giovanni Montanaro, Feltrinelli Editore, il giorno 14 Marzo 2015 alle ore 17 presso il Centro Civico in via D’Annunzio  (Sala Conferenze), Monza.                                                 L’evento è organizzato dalle associazioni Puppenfesten e Il Razzismo è una brutta storia all’interno del progetto Spazieazioni.                                                                                                       L’appuntamento inaugura il ciclo “Prenditi il tuo spazio, dai voce ai tuoi sogni”.

IL CICLO DI INCONTRI “Prenditi il tuo spazio, dai voce ai tuoi sogni”:

Molti paesi europei vivono una crisi economica che provoca una crescente disoccupazione e anche una sfiducia da parte dei giovani nel proprio futuro. C’è chi è riuscito a sviluppare i propri progetti all’estero, chi, davanti alla possibilità di abbandonare il proprio Paese, ha deciso di restare e di stringere i denti per vedere realizzati i propri sogni.
Dai sogni parte il nostro percorso: un ciclo di incontri che, lasciando raccontare agli artisti le proprie esperienze e ricerche sul tema, permetta, a chi si trova ad affrontare il proprio futuro, di essere consapevole di tutte le opportunità che ha davanti a sé. Protagonista di questi incontri sarà l’interazione attiva tra i partecipanti e gli artisti, creando uno spazio di confronto in cui affrontare queste problematiche partendo dai lavori degli artisti stessi.

L’AUTORE:

Il primo incontro vedrà la partecipazione di Giovanni Montanaro, scrittore e avvocato. Tra le sue opere racconti, testi per il teatro e i romanzi La Croce Honninfiord (Marsilio, 2007), Le conseguenze (Marsilio, 2009), Tutti i colori del mondo (Feltrinelli, 2012) e Tommaso sa le stelle (Feltrinelli, 2014).

A partire proprio dal suo ultimo libro “Tommaso sa le stelle”, Giovanni Montanaro ci racconterà un’Italia vista con gli occhi di chi il nostro Paese l’ha solo sentito nominare come terra di occasioni, scrivendo un’avventurosa “favola contemporanea” sospesa fra un padre che non è mai stato padre e un figlio che scopre di poter essere ancora figlio, fra il desiderio di perdersi dentro la solitudine e la scoperta dell’altro, luminosa come una costellazione, alta come un cielo.

IL LIBRO:

“Proteggi Tommaso, Po. Proteggi Tommaso, pioggia. Proteggi Tommaso, notte. Proteggetelo, stelle. Proteggete il ragazzino. Fate in modo che non gli succeda niente di male.”

Pietro è il custode di un deposito giudiziario, a due passi dal Po. La sua è una vitalità burbera da grande solitario, da re in esilio fra proprietà che non appartengono più a nessuno e non sono ancora di nessuno. Da quando è rimasto solo, spia la natura, la memoria e gli stessi sentimenti affidandoli alle arie di opere che ascolta rigorosamente da vecchie cassette. Laura, la bella postina del paese, gli porta con regolarità la rivista “Navi e imbarcazioni” e risponde volentiri alla sua virilità senza parole.                                                                                                                                      In questa routine appare un ragazzino arabo che non riesce a spiegare esattamente da dove viene, ma conosce la maestà dei grandi fiumi e la severità petrosa dei deserti. Si nasconde nel deposito giudiziario, Pietro ha deciso per comodità di chiamarlo Tommaso: viene da lontano, è sfuggito a una baby gang controllata da criminali e, senza sapere come, vuole una cosa sola: raggiungere il fratello in Inghilterra. Non sanno perché fidarsi l’uno dell’altro ma incominciano a farlo, giocando, inventando, mettendo sul piatto una lingua che spesso ha a che fare con il cielo. Nel giro di poche settimane il rapporto diventa quello che lega padre e figlio, Pietro tenta di tenere nascosta la presenza di Tommaso, ma la situazione precipita.